PRIMO CONTROCORSO “REVISIONISMO E RESISTENZA”:UN NOSTRO BILANCIO, ALCUNE RIFLESSIONI!!
PRIMO CONTROCORSO “REVISIONISMO E RESISTENZA”:UN NOSTRO BILANCIO, ALCUNE RIFLESSIONI!!
Basterebbe una foto dello Spazio di Massa durante l’iniziativa pomeridiana del 23 aprile per condensare in un’immagine tutto il ragionamento che ci ha portato a concepire come necessaria l’idea di un primo-controcorso: sedie disposte in modo circolare( senza alcuna distanza tra professori e studenti) e tantissimi spunti di riflessione condivisi e sviscerati dagli studenti assieme ai tre relatori che ringraziamo nuovamente. Certo siamo soltanto al primo appuntamento e quindi come qualsiasi cosa appena nato c’è bisogno di tanto lavoro ancora per migliorarlo.Ieri abbiamo registrato l’iniziativa in modo tale da poterla riascoltare su inventati.org/radiodimassa/. Nei prossimi giorni prepareremo anche un “quadernino” in cui riporteremo sinteticamente tutte le discussioni che vivacizzano i contro-corsi stessi.
IN questo inserto noi riprenderemo le tematiche affrontate durante l’iniziativa. La modalità di discussione ha seguito pari-passo l’impostazione che abbiamo dato ai nostri appuntamenti di studio. Ognuno di questi momenti è stato concluso con una sorta di riflessione finale condivisa e socializzata da tutti e con una proposta di discussione per l’appuntamento successivo. E cosi siamo arrivati al 23 con una nostra idea di strutturazione dell’iniziativa stessa.
La discussione è partita da un’analisi delle strutture economiche da cui dipendono i rapporti sociali di una determinata società e dal tentativo di scardinare le logiche revisioniste del nostro sistema formativo e dell’ideologia capitalista dominante. In questa occasione ci siamo soffermati sul revisionismo storico. Con revisionismo storico si intende in generale, una serie di orientamenti storiografici che rimette in discussione alcuni nodi cruciali della storia moderna. Lo spirito di Revisione tende ad emarginare elementi connotanti i processi storici soprattutto la storia come “antagonismo” tra classi sociali.
Da qui la prima domanda:Perchè si revisionano gli avvenimenti storici? Siamo arrivati ad una conlusione: la cancellazione della memoria permette alla classe capitalista dominante di imporre la propria repressione e la propria egemonia economica, ricorrendo e cercando di imporre un’ egemonia culturale che cancelli il passato e isoli chi lotta ancora oggi contro questo sistema: nessuno ci racconterà delle vittorie operaie e studentesche nel corso dei decenni perchè magari è più comodo avere uno studente incosciente nel momento in cui cancellano anche il valore legale del titolo di studio! La memoria ci rende coscienti che c’è una possibilità di cambiamento e per questo siamo partiti da quello che la storia ci insegna. Insegna ma non ha scolari direbbe Gramsci. Noi abbiamo provato, documenti alla mano a creare un nostro ragionamento. Lo abbiamo fatto seguendo 3 linee guida:
Un’analisi di partenza sul fascismo e sulla fase storico-economica in cui si sviluppa. Finita la Prima guerra mondiale la crisi economica che segue provoca una profonda instabilità nella struttura produttiva che acuisce al massimo lo scontro di classe. In questa situazione, tutte le frazioni padronali hanno un interesse comune a sostenere una forma di controrivoluzione autoritaria che trova la sua piena realizzazione nel fascismo. La borghesia si tutela e cerca sempre di garantire la sua egenomia sempre con strumenti repressivi e strategie economiche tese a privare la classe proletaria dei propri diritti. Si tutela anche prima dell’ascesa di Mussolini che sicuramente può essere considerata la parte finale di una strategia borghese di risposta alla crisi economica (dovuta alla riconversione post-bellica e all’inflazione)e alle lotte sociali e operaie.
Se arriviamo a considerare il fascismo come strumento della borghesia che ebbe tutto l’interesse nel sostenerlo, dobbiamo necessariamente ragionare sulla resistenza e non solo come lotta per la liberazione dall’occupazione nazi-fascista, ma come resistenza alla classe dominante, come guerra di classe; parliamo di una guerra che fu civile e che non trovò uno sbocco rivoluzionario per molteplici motivi che abbiamo cercato di approfondire anche grazie ai nostri relatori.
2Un altro elemento che molto ci è premuto affrontare riguarda l’esperienza della resistenza jugoslava , dalla sua nascita all’occupazione nazifascista ( dal 1941 al 1945), inserendo anche una riflessione sul “mito” della foibe.Sandi Volk, uno dei nostri relatori, nella prefazione ad un libro di Claudia Cernigoi scrive:”L’uso propagandistico delle foibe e delle presunte violenze dei partigiani rossi è parte di un progetto più ampio per mantenere alta la tensione nazionale lungo il confie orientale italiano e cristallizzare lo scontro sociale e politico sul piano dello scontro tra nazionalità,in continuità con la politica con la quale la borghesia italiana e dell’istria ha saputo garantirsi il dominio dalla meta del diciannovesimo secolo in poi.” Foibe e resistenza yugoslava sono realmente sconosciute ai più. E’ stata fatta un’analisi sulle strategie economico-ideologiche dell’Italia fascista sulle terre orientali di confine (parlando anche dello stato parafascita jugoslavo e dell’occupazione italiana degli anni 20).Sempre con documenti alla mano è stata fatta un lavoro di discussione che demistificasse la “questione foibe”. Infine una cronistoria della guerra partigiana Jugoslava e di come essa abbia effetivamente ribaltato i rapporti sociali esistenti costruendo una nuova (per quegli anni) esperienza politica.
3.Di qui siamo tornati circolarmente al punto di partenza. Ilenia Rossini ha risposto ai quesiti che prima ponevamo: come viene ricordata la Resistenza? Perchè si revisiona la storia? Quali sono le diverse strategie storiche del revisionismo e da chi viene applicato?. Tramite moltissimi documenti e libri ci siamo resi conto che elementi connotanti la guerra partigiana ( una guerra di classe all’interno di una guerra civile tra fascisti e antifascisti) sono assolutamente assenti in molti libri di testo. La guerra terminerà il 25 aprile 1945 grazie all’azione dei partigiani e agli scioperi in fabbrica che paralizzarono la produzione. Ad un anno di distanza, il 18 Giugno 1946 l’Italia divenne una Repubblica Democratica. La scelta di una “via democratica” non è casuale. La democrazia è il migliore involucro del capitalismo perché essa riflette una relativa stabilità del ciclo capitalistico di produzione entro cui la lotta di classe può essere contenuta entro certi limiti tollerabili per il sistema stesso.
In maniera scientifica si realizza una continuità tra apparati statali fascisti e nuove istituzioni democratiche essendo immutato il sostrato economico-capitalistico che sottende alle decisioni politiche. Una continuità politica quindi: l’amnistia del 22 giugno 1946 voluta da Togliatti (segretario storico del Partito Comunista) da una parte e la “democratica magistratura” dove ci sono centinaia di giudici operanti nel passato regime dall’altra permettono un’impunità quasi totale a gerarchi e massacratori fascisti. La continuità che si sostanzia sempre anche sul piano economico, diventa il tentativo che fa una classe di garantire la sua egemonia economica e politica nel corso del tempo. Oggi come ieri succede questo.
Siamo partiti da questo e ci siamo confrontati con il Professore Aragno, con Sandi Volk e con ILenia Rossini: una lunga discussione che ha confermato molti dei nostri ragionamenti ma che in altri invece hanno evidenziato una diversità di analisi che ci arricchisce soltanto. Per questo in questo inserto abbiamo deciso soltanto di pubblicare il punto di arrivo dei nostri incontri e di lasciare al quadernino e alla registrazione la ricchezza e la complessità dell’iniziativa. Per fare in modo che ognuno realizzi il proprio quadro d’insieme inseriremo nel quadernino anche una bibliografia arricchita mentre qui rimandiamo ai nostri siti per scaricare in formato pdf i documenti da cui sono partite le nostre riflessioni.
www.studentifedericosecondo.org per scaricare i file in pdf
www.inventati.org/radiodimassa/ per il poadcast dell’iniziativa!
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