SPAZIO DI MASSA RELOADED! – Comunicato nuova occupazione in facoltà

“Le Monde est à Nous”

Stamani decine di studenti che vivono lo “Spazio di Massa” hanno riaperto la biblioteca al primo piano della facoltà di lettere e filosofia del complesso S. Pietro Martire. Nel Novembre 2008, durante la Mobilitazione contro la Riforma Gelmini, il terzo piano dello stesso edificio è stato occupato da tutti quegli studenti che considerano necessaria l’apertura di spazi che siano sottratti alle logiche produttivistiche dell’attuale sistema formativo. Aprire e autogestire un intero piano universitario abbandonato da 10 anni ha permesso un miglioramento delle condizioni di vita di centinaia di studenti. Uno spazio, un’alternativa costruita e voluta dagli studenti contro questa università-azienda e il sistema economico che la genera dove lo studio è condivisione e non accumulo di crediti e, tramite il confronto dialettico, si creano e si strutturano percorsi di lotta per la riappropriazione di tutti quei diritti fondamentali che sistematicamente ci vengono tolti. Uno spazio fisico per laboratori teatrali e per una web radio indipendente, Radio di Massa, che da’ voce agli studenti in lotta (e non solo) dalla mobilitazione del 2008 in poi. Nonostante ripetute sollecitazioni non si è mai deciso di dichiarare l’occupazione dello Spazio: così dal 2008 si è palesata, attraverso moltissimi tentativi, la volontà politica delle istituzioni accademiche di delegittimare il lavoro portato avanti dagli occupanti. Del resto è inevitabile il conflitto contro chi vorrebbe un’università di classe dove nessuno osa ribellarsi. Nessun attacco ci ha mai fermato: hanno tentato di toglierci internet, strumento di consultazione immediato e indispensabile anche per le trasmissioni della radio. Vari baroni e rappresentanti di turno hanno detto che quello Spazio era un arsenale d’armi e rappresentava un pericolo per chi lo frequentava. Abbiamo continuato i nostri percorsi e con l’inizio del 2012 abbiamo appreso la notizia di imminenti lavori allo spazio per la costruzione ( così dicono) di aule per portare il corso di laurea di “Scienze del servizio sociale”, ora al “Don Bosco” di calata Capodichino, nel nostro complesso di S.Pietro Martire; non entriamo volutamente nei tecnicismi del caso perchè non ci interessa individuare e sottolineare le pur numerose irregolarità presenti nel bando e nell’assegnazione dei lavori per il quinto e sesto livello (il piano dello spazio e quello inferiore).
La possibilità che la condizione di centinaia di studenti di “Scienze del Servizio Sociale” possa migliorare con la creazione di aule all’interno del complesso di S. Pietro Martire è una priorità. Ci battiamo ogni giorno e portando avanti numerose vertenze affinché la nostra condizione migliori.
Proprio per questo lasceremo che queste aule vengano costruite ma continueremo ad essere presenti per evitare che diventino delle asettiche aule studio dove impera la logica del segui-studia-fai l’esame. L’occupazione di un altro posto risponde solo e unicamente a delle riflessioni che gli occupanti dello spazio hanno fatto in questo periodo: la voglia di confrontarsi con studenti mai visti a causa della disgregazione delle sedi universitarie e la necessità di continuare ad aprire luoghi abbandonati o inutilizzati hanno portato a questa decisione. Del resto se risulta necessaria la creazione di aule-corso per gli studenti, andrebbero utilizzati tutti i luoghi ( e ne sono tanti) chiusi o abbandonati all’interno della nostra facoltà. Non ci stupisce che i fondi vengano utilizzati per ristrutturare gli unici ambienti realmente vissuti e organizzati dagli studenti e che ospitano un percorso politico di fortissima rottura con questo sistema: le istituzioni continuano a non considerare minimamente le scelte e i percorsi che gli studenti decidono di mettere in campo anche tramite la creazione di spazi occupati. Solo queste riflessioni ci hanno portato a considerare l’idea di lasciare lo spazio: nessun ricatto o strumentalizzazione ha influito o influirà mai sulle nostre scelte. L’università è il nostro laboratorio politico e, per questo motivo, non ascrivibile ad un posto specifico. Noi continueremo ad autogestire il 3 piano ( che è l’unico posto in questo momento accessibile in facoltà per poter studiare) per permettere in periodo di esami agli studenti di trovare un posto dove studiare e confrontarsi su una situazione generale che peggiora sempre di più. Pretendiamo che i lavori portino ad una creazione di spazi e aule destinati esclusivamente agli studenti. Le stesse istituzioni che si sono dimostrate sempre sorde alle nostre esigenze questa volta prendano atto della volontà di riaprire la biblioteca denunciando immediatamente l’occupazione del posto attrezzandolo con internet libero e accessibile a tutti, fondamentale per le innumerevoli trasmissioni radio che partiranno da qui a poco. Siamo pronti a resistere a qualsiasi temporeggiamento o eventuale ricatto si voglia mettere in campo rispetto alla nostra decisione: del resto è impensabile e privo di ogni logica additare la colpa di una eventuale mancata partenza dei lavori a chi ha ridato la vita ad un intero piano da anni abbandonato e ancora oggi dimostra che l’unico vero interesse è rivolto al miglioramento delle condizioni degli studenti.
Siamo anche consapevoli che tocca a tutti gli studenti e a chiunque abbia contribuito alla crescita politica dello spazio continuare nel proprio lavoro incrementandolo con la creazione di nuovi percorsi laddove si prospettano mesi di fortissima conflittualità per riappropriarci di ciò che ci viene tolto sistematicamente. Anche questa volta facciamo sì che i nostri posti occupati diventino i luoghi in cui sviluppare dibattiti e discussioni su tutto ciò che ci riguarda l’università e non solo. Siamo davvero stanchi e arrabbiati: continuano a inventare menzogne a elaborare soluzione ad una crisi che non nasce all’improvviso ma è connaturata a questo sistema economico.
L’ultimo attacco che stiamo subendo riguarda l’abolizione del valore legale di studio, che appone con maggior forza un processo di selezione di classe sempre più evidente connessa all’avanzamento del processo di aziendalizzazione. Individuato il sistema formativo come ambito di applicazione di strategie economiche europee, l’università diventa per l’azienda quel canale ideale attraverso il quale, con un potenziale immenso di forza lavoro, estrarre profitto praticamente a costo zero; scaricando i costi di formazione sull’università: Venerdì al consiglio dei ministri si è discusso dell’abolizione del valore legale del titolo di studio(” Primo: nei concorsi pubblici, soprattutto per i quadri dirigenziali, dovrebbe cadere il vincolo del tipo di laurea. Secondo: revisione del criterio legato al voto di laurea, che dovrebbe sparire come elemento di punteggio. Terzo: diverso accreditamento, cioè dell’apprezzamento,delle singole università, che smetteranno di essere di fatto tutte uguali.”). L’approvazione di questo ennesimo attacco all’università pubblica, uno dei più gravi degli ultimi anni, è stata posticipata.
In questo tempo dobbiamo far sentire la nostra voce e la nostra rabbia. Tutti insieme ogni giorno sempre di più. Non lasceremo che i padroni continuino a darci un futuro di disoccupazione e sfruttamento.
UN ABBRACCIO VA A TUTTI I NOSTRI COMPAGNI NO TAV ARRESTATI IN QUESTI GIORNI.

Non ci fermerà più nessuno perchè il nostro momento è ora.

www.spaziodimassaoccupato.org
www.studentifedericosecondo.org



Dietro quelle barricate, in quei boschi, davanti a quelle recinzioni c’eravamo tutti! Al fianco degli arrestati!

Segue il testo del comunicato in solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione per la resistenza in Val Susa:

Questa mattina, in tutta Italia, sono stati arrestati numerosi compagni che parteciparono alla battaglia del 3 luglio in Val di Susa, per difendere quei territori dalla speculazione e dalla barbarie del profitto.

L’attacco portato avanti stamattina è ancor più grave perchè prova a tagliare le gambe alla fitta rete di solidarietà che si è creata in Italia, colpendo compagni sia della Valle che del resto del paese, mirando così, come sempre più spesso accade, attraverso media e giornali ad etichettare chi ha partecipato alla lotta con la solita retorica del “black bloc infiltrato”, cercando così di attaccare un reale movimento di resistenza popolare. Dove non sono bastati i manganelli, i lacrimogeni e lo sporco ruolo di giornali, media e politici, subentrano in aiuto denunce e carcere. L’esperienza No Tav è stata ed è da esempio per chiunque decida di difendere la propria vita dall’attacco dei soprusi della logica del profitto, che sia nei confronti del proprio lavoro o del proprio territorio violentato da grandi opere, discariche o inceneritori.

Il movimento No Tav vive da più di vent’anni nonostante sia costantemente sotto attacco da parte dello Stato, un movimento che vede una reale partecipazione dal basso e che riesce a sperimentare nuove forme di conflitto senza scadere in velleità dimostrative da prima pagina.

La lotta in Val di Susa, i dibattiti e i ragionamenti che si portano avanti in maniera univoca da tutto il movimento, hanno ben riconosciuto le responsabilità di questo sistema economico nei confronti di leggi, decreti e manovre come il “Cresci Italia” o appunto la TAV, volte a difendere gli interessi di imprenditori e padroni, gettando nella disperazione la maggioranza della popolazione.

La nostra risposta è sempre la stessa: continueremo a lottare e resistere nei nostri territori, per una società senza devastazione e sfruttamento. La repressione non ci fermerà!

Solidarietà ai compagni arrestati, lottiamo uniti contro gli oppressori!

A SARA’ DURA!

LOLLONE E MAURIZIO LIBERI! LIBERI TUTTI!

ZETA Napoli

www.zetanapoli.org



LO SPAZIO DI MASSA E’ OVUNQUE….OGNI SPAZIO VUOTO SARA’ OCCUPATO!!

Non ci stupisce che anche questa volta le istituzioni accademiche si siano dimostrate cieche destinando fondi nell’unico piano della facoltà che vive e discute di tutte quelle contraddizioni che ci investono e ci riguardano giorno per giorno.
Non ci stupiamo ma sopratutto non cederemo ad alcun ricatto…vivere l’università significa autogestire i propri posti arricchendoli di tutti quei percorsi che nascono da analisi condivise e discusse….
GUAI A CHI CI TOCCA!!!GIU’ LE MANI DALLO SPAZIO DI MASSA!!



GIU LE MANI DAGLI SPAZI OCCUPATI!!!!

LO SPAZIO DI MASSA NON SI TOCCA!!
“MIRANO ALLE NOSTRE GAMBE QUANDO ABBIAMO GIA’ IMPARATO A VOLARE !”

Guardandoci attorno, all’interno delle nostra facoltà, sempre più spesso ci
rendiamo conto di come, a fronte di una generale concezione dell’università come
luogo di conoscenza, confronto, condivisione dei saperi e di elaborazione di una
coscienza critica, la realtà sia quella di università ridotte a poco più di semplici
“esamifici” in piena sintonia con l’imperante logica aziendalistica e di classe del
“segui-studia-fai l’esame” che pochi studenti possono permettersi di seguire.
Da questo stato di cose sorge la necessità e l’esigenza di creare e riappropriarsi di
spazi che siano realmente degli studenti nei quali sviluppare analisi critiche
dell’attuale società e del conseguente sistema formativo-universitario e, al
contempo, sperimentare e mettere in pratica concrete forme di autogestione e
autorganizzazione che siano funzionali alla realizzazione di un’università
realmente alternativa.
Tali esigenze di confronto e sperimentazione hanno trovato e trovano
costantemente la propria realizzazione all’interno dello Spazio di Massa Occupato,
prima luogo inutilizzato come tanti altri nelle facoltà e oggi uno spazio degli
studenti.
3 anni di lotte studentesche hanno dato vita a percorsi di riappropriazione che
propongono dal basso un modello diverso di università sviluppando un lavoro
politico e sociale che ha portato alla creazione di una Palestra e di un Teatro
popolare autogestito, di una regia per Radio di Massa, voce delle lotte
studentesche e non solo, e che ha dato la possibilità agli studenti di uscire al di
fuori della logiche del sistema formativo italiano, affiancando allo studio
accademico la condivisione dei saperi, il confronto critico, la sperimentazione e la
partecipazione politica attiva.
A conti fatti lo Spazio di Massa è l’unico luogo che abbia realmente tentato di dare
una risposta alle esigenze degli studenti di questa Facoltà, in un periodo di crisi
per l’Università pubblica, affacciandosi anche alla realtà metropolitana, aprendosi
alla collaborazione con compagnie teatrali, workshop di arti di strada e con tutti gli
studenti interessati ad esprimersi ed a portare una voce di critica reale all’attuale
sistema economico. Insomma una università diversa, aperta alla città e
accessibile a tutti che ha vissuto anche di diversi momenti di apertura serale per
permettere anche agli studenti lavoratori di vivere l’università
Nonostante lo Spazio di Massa Occupato rappresenti una realtà attiva e
riconosciuta, tanto sul piano universitario quanto su quello cittadino, si trova
oggi ad affrontare l’ennesimo attacco delle istituzioni universitarie, un attacco
che, diversamente da quelli che lo hanno preceduto, viene oggi celato dietro la
falsa e pretestuosa retorica della “riqualificazione”!
Dovendosi trovare a gestire un finanziamento europeo di circa 600.000 euro,
destinato alla “Ristrutturazione” e alla “Riqualificazione” di alcune aree della
Facoltà, indovinate un po’ quale geniale destinazione è stata individuata dalle
illuminate istituzioni accademiche ? Lo Spazio di Massa Occupato,
naturalmente.
Le istituzioni non avendo mai denunciato alle autorità “competenti”
l’occupazione dello Spazio di Massa hanno lasciato aperta la porta ad eventuali
appalti e quindi finanziamenti per riqualificare un luogo che di certo non
necessita di alcuna riqualificazione.
Questo risulta quindi essere un palese e subdolo attacco agli studenti e al
lavoro politico portato avanti da quest’ultimi nello Spazio di Massa Occupato,
tanto più che sono innumerevoli le aule e gli spazi in stato di assoluto
abbandono e degrado, talvolta resi addirittura inaccessibili agli studenti da grate,
cancelli e sbarre!
Oggi, come sempre, non indietreggeremo davanti ai ricatti ed alle intimidazioni
istituzionali ! Giù le mani dagli spazi degli studenti, Giù le mani dallo Spazio di
Massa. Ora più che mai!
Università agli studenti!
GIÙ LE MANI DALLO SPAZIO!

STUDENTI FEDERICO II
Radio Di Massa
www.studentifedericosecondo.org
www.radiodimassa.tk