Opuscolo su dax, 8 anni senza te, 8 anni con te.

Otto anni senza di te, otto anni con te! Viva Dax libero e ribelle!

GIOVEDI 12 MAGGIO 2011. TUTTI IN CORTEO A PIAZZA DEL GESU.

Quest’opuscolo dimostra come in realtà nel corso degli anni la violenza fascista dello stato e dei suoi mazzieri resta la stessa. LOttiamo insieme.

Nella notte tra il 16 e il 17 Marzo del 2003 un gruppo di compagni viene aggredito, all’uscita da una birreria milanese, da alcuni noti neofascisti della città. Giorgio Morbi, 57 anni, insieme ai suoi figli Federico e Mattia, rispettivamente di 28 e 17 anni, accoltellano i tre compagni: uno di questi è il giovane Davide “Dax” Cesare, militante del Centro Sociale Or.s.o.

Sul luogo dell’agguato sopraggiungono alcune pattuglie di polizia e carabinieri che impediscono ai soccorsi di giungere in tempo per salvare la vita di Dax, che arriva all’ospedale S.Paolo quando è già

morto. Una tragedia aggravata dal comportamento delle forze dell’ordine: un plotone della celere entra nell’ospedale e carica con manganelli e mazze da baseball i compagni, nel frattempo giunti sul posto, colpendo anche pazienti e medici. Questo comportamento resterà impunito attraverso il sistematico tentativo di insabbiamento delle prove e la seguente campagna mediatica che raccontava l’accaduto come una rissa tra punk finita male. A seguito degli avvenimenti del S.Paolo i compagni hanno subito numerose denunce, alcune delle quali tradotte in condanne.

Una settimana per Dax.

A 8 anni dalla morte di Dax abbiamo sentito la necessità di organizzare anche a Napoli, come avviene da tempo a Milano e in altre città italiane, una settimana di iniziative pubbliche in tutta la città, che da sempre dimostra un forte radicamento antifascista in tutte le lotte sociali, da quelle studentesche a quelle dei disoccupati.

Tale necessità parte dall’esigenza di contrastare il processo di riabilitazione storica, politica e culturale di fascismi vecchi e nuovi. Riscrivendo la storia e cancellando la memoria, i vari governi di centro destra e centro sinistra equiparano i repubblichini di Salò con i Partigiani, cancellando dai libri scolastici di storia la Resistenza Partigiana e celebrando la giornata delle foibe inventando migliaia di vittime, in realtà tutti assassini fascisti e collaborazionisti del regime.

La memoria non si cancella: ieri partigiani, oggi antifascisti!

I fautori di questo processo revisionista sono gli stessi padroni che si sono sfacciatamente arricchiti approfittando delle leggi fasciste, restando i medesimi anche alla caduta del regime.

Hanno conservato le proprie poltrone i questori, i vicequestori, i prefetti , i giudici, i professori universitari che durante il ventennio furono i firmatari dei manifesti razzisti. In questa democrazia è stato tradito il sacrificio di uomini e donne che hanno combattuto per la liberazione dalla dittatura che in venti anni ha affamato e represso.

La continuità del regime con lo Stato repubblicano è evidente con l’occupazione di posti istituzionali e cariche di potere da parte dei protagonisti delle stragi, agguati e aggressioni che hanno insanguinato negli ultimi 40 anni le piazze e le strade di questo paese.

Ancora oggi i padroni utilizzano un doppio canale a difesa dei propri interessi: da un lato canalizzano le ansie, le incertezze e le preoccupazioni per la crisi in odio verso il più debole, trasformandole in una vera e propria guerra tra poveri; dall’altro creano strumenti di controllo sociale (come pacchetto sicurezza, CIE…) e attuano costanti operazioni di ricatto nei confronti dei lavoratori (dal pacchetto Treu firmato centro sinistra al piano Marchionne, che ne è l’ultimo esempio) e dei proletari.

Per raggiungere questo obiettivo, è costante l’utilizzo dei mass media che legittima le decisioni politiche ed economiche tramite una propaganda che presenta come necessarie, per evitare il tracollo economico, riforme e sacrifici che ricadono sugli stessi proletari, facendo passare come virtuosi i concetti di produttività, aziendalizzazione e razionalizzazione delle spese.

Queste operazioni in realtà celano la vera natura del sistema capitalistico.

Storicamente il fascismo non ha avuto solo questa funzione di internità alle decisioni politico-economiche. Da anni assistiamo alla continua nascita di nuovi gruppi di fascisti “da strada”, nel tentativo di applicare un’ulteriore piano repressivo che si insinua nelle lotte cittadine, lavorative e studentesche; come non ricordare gli scontri di P.zza Navona nel 2008 o il tentativo di occupazione dei “bravi ragazzi” di CasaPound del convento a Materdei.

Polizia dappertutto, giustizia da nessuna parte!

Ricordiamo Dax, creando la nostra alternativa all’interno delle università e dei nostri territori, in un lavoro che si caratterizza in momenti di controinformazione, aggregazione e socializzazione, tramite cortei , iniziative e giornate di lotta , che esprimono una rabbia radicale e radicata tra i soggetti più sfruttati.

A questo lavoro lo stato risponde con la solita macchina repressiva, colpendo con il manganello e con la galera. Come Tonino, compagno anarchico che da più di sette mesi è costretto al carcere prima e ai domiciliari poi, molti altri compagni che lottano per la difesa dei territori, dell’università pubblica, per un lavoro sicuro, per un futuro senza precarietà, sono costantemente colpiti da una campagna mediatica di criminalizzazione volta a giustificare la repressione.
Repressione che si concretizza in piazza come nelle aule dei tribunali.

Ricordiamo quello che di recente è accaduto ai disoccupati del progetto Bros.

Durante un’occupazione simbolica dell’aula consiliare della Regione, che rivendicava il diritto al lavoro, la polizia, entrata nella sala abbattendo un muro, ha brutalmente caricato gli occupanti.

In carcere i pestaggi sono continuati: uno di loro rischia la perdita dell’uso delle gambe ed un altro l’uso della vista.
Tredici di loro sono stati denunciati e sono tutt’ora sottoposti a misure di carcerazione preventiva.

Lontani da qualsiasi proposito commemorativo, non celebriamo alcuna ricorrenza ma ribadiamo il nostro antifascismo quotidiano e militante, il nostro antisessismo e antirazzismo.

CHI ODIA NON DIMENTICA!

Antifasciti Napoletani

Categorie: Biblioteca, Documenti

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